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      <title>Roberto Baggio - Sito ufficiale</title>
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      <description>Blog di Roberto Baggio italiano</description>
      <language>it</language>
      <copyright>Copyright 2008</copyright>
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         <title>Intervista a Roberto</title>
         <description><![CDATA[Passi vent'anni sperando che torni il più presto possibile e gli altri venti augurandoti che non torni più. Perché hai invocato ostinatamente il miracolo: il rientro sempre più rapido dall'infortunio sempre più grave, per la voglia di rivedere in campo le sue giocate e la sua fantasia. E perché, soltanto dopo il ritiro, hai scoperto che l'uomo con i suoi desideri più semplici aveva preso il posto del campione e delle emozioni uniche che sapeva regalare. Dalla normalità della straordinarietà alla straordinarietà della normalità: un percorso che Roberto Baggio ha saputo compiere senza ostentazioni, con umiltà e tenacia.

In mutande l'avevo lasciato quattro anni fa, Milan-Brescia l'ultima partita, e in mutande me lo ritrovo di fronte in un giorno d'agosto, "nel limbo del nulla estivo". Altavilla Vicentina, una strada in salita e una mezza curva a destra prima del portone di legno: Robi è rientrato un paio d'ore fa da Asiago e ha cominciato a tagliare l'erba con una macchina moderna eppure rumorosissima. Ettari di prato all'inglese. I pantaloni li ha sacrificati al caldo e all'umidità, ha tenuto addosso soltanto una camicia verde bottiglia e un berretto calzato alla ciclista.

Sul berretto è impressa una delle tante battute importate dall'Argentina, "que perro camorrero...", "che casinista...". Indimenticabile la volta in cui Robi si presentò a Lippi - stagione nervosamente interista - con la scritta "matame si no te sirvo", ammazzami se non ti servo.

Sudato, le cicatrici che gli segnano le ginocchia e raccontano la sua storia più tormentata, conserva ancora il brillantino al lobo sinistro. "Negli ultimi mesi ho ripreso qualche chilo", quasi si scusa, "colpa del vino. Quando sono a tavola non so resistere a un paio di bicchieri di prosecco bello fresco, soprattutto in giornate come questa. Se smetto per un mese, di chili ne perdo subito quattro o cinque. E poi ho un metabolismo che fa schifo: ingrasso soltanto guardandolo, il cibo. Sono fuori registro, da sempre. Quanti aerei ho perso per colpa dell'antidoping quando giocavo. Catania, Lecce, Napoli, troppe volte mi è toccato dormire fuori e rientrare da solo la mattina seguente. Finivo la partita totalmente disidratato: le funzioni riprendevano dopo sei, sette ore. Ti lascio immaginare cosa accadeva dopo una notturna. Soltanto negli ultimi due anni a Brescia sono riuscito a risolvere il problema, evitando di fare pipì nelle ore che precedevano la partita. Poi, però, mi toccava tenerla per novanta minuti".

Cosa fa Baggio? come vive? quando torna? ma ha voglia di tornare? si annoia senza il pallone? davvero non gli manca? e i vuoti come li riempie?
Sempre le stesse domande per quattro anni, quelli dell'assenza. Poste con un affetto e un rispetto speciali però. "Sto bene, sul serio. Questo che vedi è il mio mondo, la casa, il prato, il bosco, il capanno, gli uccelli, il magazzino. Non credo che potrei azzerare tutto per risalire sulla giostra, oggi. Un altro trasloco non è possibile e in questo momento neanche lo desidero. Siamo in cinque, devo pensare innanzitutto ai figli, diciotto, quattordici e tre anni: hanno il diritto di essere seguiti da vicino. Mi godo la libertà di guardare con fiducia a ciò che li attende. Con tutte le cose che devo fare non ho il tempo per annoiarmi, e in fondo un po' di noia l'avevo messa in conto. Mi sento padrone delle mie giornate, è una sensazione fantastica. Avevo a lungo sognato di potermi permettere una vita del genere: di non avere più presidenti, direttori, allenatori, obblighi, scadenze, orari da rispettare. Quel che dovevo fare l'ho fatto, al calcio ho dato tutto me stesso. Fin da quando ero ragazzino, domandalo a mio padre, non ho pensato ad altro. Allenamenti, ritiri, viaggi, alberghi, partite e ancora allenamenti: mi sembrava di essere Cutolo... Non ho fatto un passo indietro, ma due avanti".

Soprattutto come uomo. "Non mi va di fare discorsi troppo seri ma questo pezzo di vita l'avevo preparato. Se ci pensi, in quattordici anni di amicizia e collaborazione con Vittorio (Vittorio Petrone, il suo agente, ndr) non abbiamo mai progettato una seconda carriera, un dopo nel calcio. Volevo vedere com'è il mondo, provare il gusto delle cose semplici e fare a tempo pieno tutto quello che da calciatore mi era permesso di fare per solo venti giorni all'anno. Anche frequentare gli amici: l'amicizia è il più alto valore dell'essere umano, come mi ripeteva Ikeda, il maestro".

Al polso destro porta due braccialetti di gomma con la stessa scritta, "Heroes Company". Spiega che è una delle iniziative che lo impegnano maggiormente. "Un'organizzazione no profit che ho fondato con Vittorio un anno fa, settembre duemilasette. Eravamo ospiti in un villaggio a una settantina di chilometri da Vientiane, la capitale del Laos, dove avevamo portato degli strumenti didattici per combattere l'aviaria - da sei anni sono ambasciatore della Fao. Mi aveva conquistato il lavoro dei volontari, gli eroi moderni, e ho sentito il desiderio di dare una mano. Lì è nata Heroes Company. Da mesi stiamo progettando interventi di assistenza alle persone rimaste ferite in modo grave dalle mine anti-uomo, donando arti artificiali. Sogno anche di andare in Birmania per consegnare al Nobel per la Pace San Suu Kyi - agli arresti domiciliari - il riconoscimento che le hanno assegnato il presidente Napolitano e Walter Veltroni, da sindaco di Roma. È stata lei a volere che fossi io a riceverlo al suo posto. Il problema è che in questo momento sia io sia Vittorio siamo nella black list degli indesiderati dal governo birmano".

Robi sembra appagato, in perfetta armonia con le cose che lo circondano. E al presente. Gli unici ritorni che si concede sono quelli dall'Argentina, dalla Pampa. Il più recente a fine luglio. Mi mostra una foto scattata dopo una battuta di caccia: la metà del cinghiale di oltre due metri che ha centrato nella notte. "Di giorno animali di queste dimensioni non li vedi. Un maschio di 168 chili, furbo, doveva averne viste di tutti i colori: conosceva il cacciatore, le cartucce, i cani, li sentiva a chilometri. Tre uscite a vuoto e finalmente l'abbiamo incrociato di nuovo. Nelle sere precedenti avevamo incontrato soltanto femmine e piccoli, e le femmine e i piccoli non si toccano. Riuscire a pensare come l'animale che stai inseguendo, anticiparne le mosse è un gioco alla pari: istinto contro istinto, esperienza contro esperienza. E siamo nel suo territorio. Sapessi quanti contadini ci chiamano per chiederci di fermare i cinghiali che devastano i loro campi... Diverse volte ho provato a spiegare il mio rapporto con la caccia, senza riuscirci. Soltanto chi la vive con il mio stesso entusiasmo e rispetto può capire".

Da una prima vita costruita con i piedi a una seconda fatta con le mani, nuovi strumenti, nuovi temi, nuovi elementi. Robi colleziona gabbie per uccelli, le restaura personalmente: ne ha più di duecento. E specchietti per le allodole: ne possiede di inglesi, di francesi, dei primi del Novecento. E poi richiami, stampi, anatre di legno povero annerite col catrame: quattro appartenevano a Giacomo Puccini ("le ho trovate sul lago di Massaciuccoli dove andava a caccia"). Lavora volentieri e con insospettabile abilità il legno, ha anche rimesso a posto un barcone da pescatori acquistato a Grado. L'ha piazzato al centro di una delle tre stanze dedicate a questa sua passione.
Poche le tracce di calcio, nella villa su tre livelli. Alle pareti foto di Ronaldo, Zamorano, Zanetti con Valentina e Mattia (i due primi figli di Baggio, ndr). Il Pallone d'oro ha il posto più nobile, nel corridoio che porta alla camera da letto e di fianco ai primi scarpini, del numero ventotto, che sua madre gli ha restituito trentatré anni dopo, quando Robi ne ha fatti quaranta. Le maglie ci sono tutte, riempiono una serie di armadi bianchi chiusi a chiave, di sotto, nel magazzino. "Non le ho mai mostrate a nessuno, ne avrò più di seicento, quella di Maradona ai Mondiali, di Pelé nel Santos, e poi Van Basten, Gullit, Zico, Baresi. Ho conservato anche le scarpe e le tute".

Un ordine sorprendente, quasi maniacale. "Tengo dietro a tutto io. Non ho più bisogno dei fuochi d'artificio, ma neppure di sacrifici. Ricordo gli anni con Sacchi in Nazionale, ogni stagione con lui ne valeva cinque con un altro. Non staccava mai. Tra campionato e coppe giocavamo la domenica, il mercoledì e di nuovo la domenica. Ci allenavamo tutti i giorni, anche il trentuno dicembre e il primo gennaio e, insomma, lui nella settimana libera, a febbraio mi pare, si inventò gli stage alla Borghesiana. Campo, pranzo, videocassette, e ancora campo. Quando mi riusciva di scappare a casa per un giorno mi sembrava di entrare in Paradiso. La fatica era soprattutto mentale, per uno spirito libero come il mio. A Vale, a Mattia ho portato via quattordici anni di presenza". Ricicla una delle sue battute: "Leonardo, il mio più piccolo, quando mi ha visto la prima volta ha urlato: nonno!".

Una doccia rapida, il codino non c'è più da un pezzo: capelli corti e grigi, comodi. Mi porta a pranzo a dieci minuti d'auto da Altavilla: da Benetti, che curiosamente si chiama Romeo, alleva gustosissimi polli ruspanti e coltiva amicizie di qualità, da Mario Rigoni Stern ("abbiamo trascorso tante giornate insieme e non mi ha mai parlato dei suoi libri, se non una volta, alla vigilia di Natale di qualche anno fa, quando sottolineò il rapporto tra la ricchezza di oggi e la miseria di allora: è stata una grande perdita") a Gian Antonio Stella, a un altro straordinario giornalista, Gigi Riva. Con noi c'è Claudio, il padre della moglie di Roberto, Andreina. Chiacchierano senza soluzione di continuità - e bevono - in veneto strettissimo, una lingua che si apre ogni tanto al calcio. "Quando Berlusconi e Galliani hanno cominciato a parlare di Ronaldinho", dice Robi, "ho capito che l'avrebbero preso. Al Milan sono fatti così, amano quel genere di giocatore: volevano costruire un blocco brasiliano e soprattutto recuperare Ronaldinho stimolandolo con la concorrenza di Kakà e Pato. Non può permettersi di arrivare terzo nel suo Brasile. Non so cosa gli sia capitato a Barcellona, ma qualcosa dev'essere successo perché a un certo punto Rijkaard non l'ha più convocato e hanno cominciato a far uscire voci su presunti dissapori con Eto'o, ai quali non ho mai creduto. Se hai Ronaldinho non lo tieni in panchina. A meno che tu non abbia un motivo molto serio. Adesso il Barcellona lo allena il mio amico Pep Guardiola: un tipo molto intelligente, gli auguro di ottenere i successi che merita. Ha iniziato alla grande, nei preliminari di Champions".

Un secondo di silenzio prima di parlare di Inter. "Mancio si è tagliato la testa da solo dopo la partita col Liverpool, lì l'allenatore mi ha ricordato il calciatore. Un giocatore formidabile ma con un limite, o almeno così dice la sua storia: nelle sfide che contavano andava in difficoltà". Un'altra pausa e una sorta di affondo: "E non era, non è il solo. Rimpianti? Piuttosto pensieri che ogni tanto si riaffacciano. Il tiro al volo nella partita con la Francia ai Mondiali del '98, ad esempio. In quell'occasione Barthez scivolò ma io me ne accorsi in ritardo, quando avevo già preparato la battuta di prima intenzione. Se fossi stato più freddo, avrei segnato di sicuro e non ci avrebbe più fermato nessuno".

Intervista di Ivan Zazzaroni
Fonte: La Repubblica

<strong>E' DI NUOVO ATTIVA LA SEZIONE GIRODELMONDO, CON I GOL DA TUTTO IL MONDO</strong>]]></description>
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         <pubDate>Sun, 24 Aug 2008 10:54:55 +0100</pubDate>
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         <title>Aung San Suu Kyi compie 63 anni</title>
         <description><![CDATA[<center/><img alt="aung_san_suu_kyi.jpg" src="http://www.robertobaggio.com/it/aung_san_suu_kyi.jpg" width="472" height="642" /><center/>

Aung San Suu Kyi compie 63 anni. Premio Nobel per la Pace e Donna simbolo di una lotta commovente e coraggiosa in favore della libertà del suo Paese.

Nel giorno del sessantatreesimo compleanno della leader della Lega nazionale per la democrazia (Nld), un centinaio di attivisti dell'opposizione al regime militare della Birmania ha liberato 63 pappagallini davanti alla sede del partito, a Rangoon, per chiedere la liberazione del premio Nobel per la Pace, privata della propria libertà da quasi vent'anni.

Giungano a Aung San Suu Kyi gli auguri e il sostegno di Roberto e di tutti gli uomini e le donne che si battono per la Pace e la Democrazia in Birmania.

<strong>AVVISO</strong>
<em>A causa di alcuni aggiornamenti tecnici del sito, divenuti improrogabili, in questi giorni potrebbero verificarsi alcuni black-out esclusivamente nella sezioni commenti. Torneremo presto  alla normalità.</em>]]></description>
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         <pubDate>Fri, 20 Jun 2008 11:12:07 +0100</pubDate>
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         <title>Appello di Roberto Baggio a favore della Birmania</title>
         <description><![CDATA[Qui in Italia ricevo messaggi sempre più frammentati sulla tragica situazione in Birmania. Purtroppo, anche i mezzi di comunicazione stanno oscurando una vicenda che invece merita tutta la nostra attenzione e tutto il nostro aiuto. 

Stime di cui sono entrato in possesso parlano di oltre 100mila morti, a cui si devono aggiungere lo spettro delle epidemie e un regime che continua ostinatamente a rallentare l'invio di aiuti umanitari. A quasi tre settimane dal disastro, nelle zone colpite dal ciclone Nargis i soccorritori per poter venire in Birmania devono ancora negoziare con il Ministero degli Esteri e con le massime autorità del paese che continuano ad imporre  restrizioni alle agenzie umanitarie straniere. La situazione è insostenibile. Dobbiamo porre ascolto a questa immane tragedia. Da genitore soffro ancora di più nell’apprendere che sono ben trentamila i bambini che stanno morendo di fame in Birmania in queste ore e se  l'Europa e la comunità internazionale non  intervengono subito  avremo la responsabilità di non aver saputo evitare questa ennesima catastrofe.

Sono seduto in casa mia, scosso da tutto quello che apprendo sulla Birmania. Penso a questa incredibile situazione, penso a cosa è possibile fare da qui. Mi piacerebbe farvi pervenire tutto il mio incoraggiamento. A distanza di migliaia chilometri è difficile, però spero possa giungere a tutto il popolo birmano tutta la mia vicinanza e solidarietà. Chi può rimanere insensibile alla tragedia di queste creature innocenti che comprende non solo i morti ma tutti i bambini che, sopravvissuti alla furia del ciclone Nargis, sono ora piegati dalla fame, consumati dalla dissenteria, stremati dalla pioggia incessante e dal freddo?

E’ importante sforzarsi perché nulla, davvero nulla, rimanga intentato. Tuttavia, mentre i superstiti sono minacciati dalle malattie, le squadre di operatori sanitari pronte a intervenire sono ferme ai posti di blocco o sottoposte a pesanti impedimenti. Nonostante la mobilitazione internazionale, e gli sforzi di chi si trova sul posto, in queste condizioni è difficilissimo far fronte alla crisi. Il popolo birmano, un popolo eroico e fiero, sta lottando con tutte le proprie forze, e il nostro sostegno rappresenta la meritata ricompensa alla loro determinazione e al loro infinito coraggio.

I sopravvissuti, molti dei quali feriti, necessitano di immediata assistenza, dato che mancano acqua potabile, ripari, cibo e  altri generi di prima necessità. Di fatto il ciclone ha ridotto allo stremo un Paese già in ginocchio per tanti anni di dura dittatura militare. 

So che i birmani possiedono un grande spirito, in questo periodo hanno lottato contro le avversità con una forza e una dignità che ha commosso il mondo intero: il mio cuore non può che essere accanto al loro. Sono sicuro che anche in queste ore sapranno trovare la forza necessaria. Non lasciamoli soli. Meritano tutto il nostro appoggio. Facciamo in modo che possano sentire la nostra vicinanza. 

Mi appello al buon senso della giunta militare birmana chiedendo loro di “aprire” le frontiere alle agenzie internazionali e alle Nazioni Unite per tentare un intervento celere e risoluto e per salvare le vite di questa gente innocente e per non aggiungere sofferenza ad altra sofferenza.

Chiedo inoltre alla Giunta Militare Birmana un atto di buona volontà e il rilascio del Premio Nobel e leader delle forze democratiche del Paese,  Aung San Suu Kyi, tenuta prigioniera negli ultimi 18 anni.

<strong>Roberto Baggio
Vittorio Petrone </strong>

<center/><img alt="Birmaniapost.jpg" src="http://www.robertobaggio.com/it/Birmaniapost.jpg" width="500" height="729" <center/>]]></description>
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         <pubDate>Mon, 26 May 2008 09:47:08 +0100</pubDate>
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         <title>Inter Campione d&apos;Italia</title>
         <description><![CDATA[<center/><img alt="zanetti.JPG" src="http://www.robertobaggio.com/it/zanetti.JPG" width="500" height="374" /><center/>

L'Inter è campione d'Italia. Al presidente Massimo Moratti, al capitano Javier Zanetti e a tutti i tifosi nerazzurri vanno i complimenti di Roberto e di RB.Com.]]></description>
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         <pubDate>Mon, 19 May 2008 09:57:33 +0100</pubDate>
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         <title>Josep Guardiola al Barça!</title>
         <description><![CDATA[<center/><img alt="951497624_small.jpg" src="http://www.robertobaggio.com/it/951497624_small.jpg" width="260" height="400" /><center/>



Josep Guardiola, compagno di squadra a Brescia e amico di Roberto, è il nuovo allenatore del Barcellona: Complimenti Pep, e un grande in bocca al lupo!]]></description>
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         <pubDate>Fri, 09 May 2008 11:14:44 +0100</pubDate>
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         <title>Roby intervistato dalla Nuova Gazzetta dello Sport</title>
         <description><![CDATA[Per il lancio della nuova e rivoluzionaria veste grafica, La Gazzetta dello Sport apre con un'intervista del vicedirettore Franco Arturi a Roberto Baggio. Per leggerla integralmente, cliccare <strong><a href="http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Piano/2008/03_Marzo/28/baggiogazza.shtml">QUI</a></strong>

Per guardare il servizio fotografico, cliccare <a href="http://www.gazzetta.it/gallery/Calcio/vuoto.shtml?2008/03_Marzo/baggio/01&1">QUI</a>

Qui sotto la prima pagina della Rosa. 

<img alt="primapagina_large.jpg" src="http://www.robertobaggio.com/it/primapagina_large.jpg" width="600" height="1015" />]]></description>
         <link>http://www.robertobaggio.com/it/2008/03/roby_intervistato_dalla_nuova.html</link>
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         <pubDate>Sat, 29 Mar 2008 13:16:22 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Buon compleanno! Terza parte dell&apos;intervista</title>
         <description>In esclusiva per RB.Com, ecco la terza parte dell&apos;intervista a Roberto!

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         <pubDate>Fri, 14 Mar 2008 17:00:47 +0100</pubDate>
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         <title>Roby, Javier e Moratti</title>
         <description><![CDATA[<center><img alt="ZANNAbaggio.jpg" src="http://www.robertobaggio.com/it/ZANNAbaggio.jpg" width="200" height="239" /><center/>

Dal sito della Gazzetta, <a href="http://www.gazzetta.it/Calcio/Primo_Piano/2008/03_Marzo/07/moratti_0703.shtml">intervista a Moratti per i cento anni dell'Inter</a>:

<em>"ROBY - Attorno un altro grande numero 10, non più in attività, potrebbe invece svilupparsi una collaborazione di cui si era già parlato. "Di Roberto Baggio non ho certo perso le tracce. Lo sento spesso, è sempre affettuosissimo, intelligente e molto lucido. Un incarico da dirigente nell'Inter? Prima o poi succederà qualcosa...", ha aggiunto Moratti. Sul simbolo nerazzurro di oggi, Zanetti, Moratti ha precisato: "Javier è talmente umile, intelligente e leale che potrebbe fare qualsiasi cosa. E' la persona migliore cui affidare un compito ma ha un fisico tale che può andare avanti in campo ancora per anni"."</em>

<strong>RISPONDE ROBERTO:</strong>

<strong>Ho ascoltato e letto con molto piacere le parole del presidente Moratti. Non posso che confermarle. C’è molto affetto, e l’amicizia e la stima tra noi non si è mai interrotta. Chissà che prima o poi succeda qualcosa….
Trovo significativo che il presidente Moratti riservi parole d’elogio importanti per Javier Zanetti. Javier è un vero amico: l’umiltà e la lealtà che trasmette le ho immediatamente riconosciute, fin dal mio primo allenamento ad Appiano, circa dieci anni fa. Ed è sempre rimasto se stesso. Un grande.
Sono molte le cose che mi legano a Saverio. Intanto sono contento e volevo fargli i miei auguri, a lui e alla moglie Paula, perché so che è in arrivo un altro bambino, un bel maschietto. Javier vive e sente la famiglia come me,ne riconosce quei valori semplici ma profondi e sono contento che possa “allargarla” con un nuovo erede.
Un altro amore che abbiamo in comune è quello per l’Argentina: lui ci è nato, io ci ho passato e ci passo molti periodi della mia vita. L’Argentina è una terra fantastica e la sua gente mi ha trasmesso molto. Mi piace anche il loro modo di intendere il calcio, che è sì talento ma anche lotta, capacità di soffrire, voglia di combattere e tanta fantasia. Mi ritrovo molto in questo modo di intendere il calcio. E Javier, come un altro nostro amico, il Cholo Simeone, ne incarna perfettamente tutte le qualità.
</strong>]]></description>
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         <pubDate>Fri, 07 Mar 2008 18:17:21 +0100</pubDate>
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         <title>Buon compleanno! Seconda parte dell&apos;intervista</title>
         <description><![CDATA[Ecco la seconda parte dell'intervista a Roberto.

<embed src="http://www.youtube.com/v/466tKpnCtQo" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"> </embed>]]></description>
         <link>http://www.robertobaggio.com/it/2008/03/buon_compleanno_seconda_parte.html</link>
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         <pubDate>Mon, 03 Mar 2008 11:30:57 +0100</pubDate>
      </item>
            <item>
         <title>Buon compleanno!</title>
         <description><![CDATA[<center><img alt="BaggioCina2cuore.jpg" src="http://www.robertobaggio.com/it/BaggioCina2cuore.jpg" width="533" height="400" /><center>

<strong>Roberto Baggio oggi compie 41 anni. Auguri Roby!</strong>



In esclusiva su RB.Com, la lunga intervista-video a Roby, divisa in tre parti. Ecco la prima.

<center><embed src="http://www.youtube.com/v/YCPyZjwH2KM" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"> </embed><center>

]]></description>
         <link>http://www.robertobaggio.com/it/2008/02/auguri.html</link>
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         <pubDate>Mon, 18 Feb 2008 00:25:17 +0100</pubDate>
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         <title>Premio &quot;Roma per la pace&quot; - Le Foto</title>
         <description><![CDATA[<img alt="DSC_0133.jpg" src="http://www.robertobaggio.com/it/DSC_0133.jpg" width="600" height="398" />
<em>(Ecco le foto della consegna del premio "Roma per la Pace e l'Azione Umanitaria" che Roberto ha ritirato per Aung San Suu Kyi. Tra gli altri si riconoscono il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, il sindaco della città di Roma, Walter Veltroni, e il Primo Ministro del governo birmano in esilio, Sein Win.)</em>

<em>Questo uno stralcio dell'intervento di Roberto:
</em>

Buonasera a tutti,
Sono molto orgoglioso che una donna valorosa come Aung San Suu Kyi abbia incaricato me di ritirare il premio “Roma per la Pace e l’Azione Umanitaria” che il Comune di Roma gli ha assegnato. La motivazione per la consegna di questo riconoscimento è importante: ad Aung  è stata assegnata l’edizione 2007 del premio “per  il suo impegno pacifico e non violento che da anni profonde a favore della libertà, la democrazia e i diritti umani del popolo birmano.” Queste parole meritano di essere lette perché sono vere, semplici, efficaci e descrivono esattamente la battaglia di questa eroina dei nostri tempi.
Il coraggio di questa splendida donna, deve servire da monito a tutti noi, il suo impegno costante in favore della libertà del suo popolo deve non solo spingerci a una continua attenzione e supporto a favore della causa birmana ma deve spronarci poiché in tutto il mondo, anche nelle aree cui solitamente i media non prestano una profonda attenzione, le lotte in favore della giustizia e a difesa della dignità delle persone siano combattute e vinte.

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Aung, con la sua fierezza, il suo eroismo, ci insegna a non abbandonare la speranza anche nei momenti di difficoltà e nella sua vita, come voi tutti sapete, ce ne sono stati molteplici. Questa donna ha una forza incredibile! Al suo fianco sono recentemente scesi nelle strade delle maggiori città birmane anche i monaci buddisti del paese, per dire basta a un potere che nega i diritti degli individui. Gli esempi che ci propongono questi uomini sono straordinari: camminando in silenzio per le strade i monaci ridonano dignità a una popolazione. Il popolo riconosce immediatamente questa autorevolezza, e segue l’esempio proposto: la prima battaglia è già vinta. Una battaglia non violenta che nemmeno le armi e la forza possono fermare, anzi. 
Questi esempi devono muoverci all’azione. Insieme a Vittorio in questi mesi stiamo costituendo un’associazione che si ponga al fianco di tutti gli “eroi” dei nostri tempi: la Heroes Company.
Heroes Company guarda a quelle persone che, spesso tra l’indifferenza dei media, offrono il loro contributo al mondo, offrono anche la loro vita. Come i monaci buddisti in cui immediatamente abbiamo riconosciuto i valori della Heroes Company: coraggio, solidarietà, forza, dignità. Valori che accomunano, ad esempio, anche il fotografo ucciso per testimoniare ciò che stava avvenendo, ucciso perché voleva informare il mondo, rischiando in prima persona. Valori che in tutto il mondo muovono all’azione tante persone, che lottano perché i diritti dell’uomo vengano rispettati. Persone dall’animo nobile e dal coraggio indomito come Aung San Suu Kyi. 
Noi ci dobbiamo porre idealmente al loro fianco. La loro lotta non violenta per la libertà e per la pace deve ispirare le nostre coscienze.
Come dice Aung San Suu Kyi:”La lotta per la democrazia e i diritti dell’uomo in Birmania è una lotta per la vita e la dignità. È una lotta che comprende le nostre aspirazioni politiche, sociali ed economiche.” Oggi, assegnando il premio a questa donna, ci impegniamo anche a essere all’altezza di questa sue parole.
Grazie.

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         <pubDate>Mon, 21 Jan 2008 09:58:41 +0100</pubDate>
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         <title>La Lega Calcio scende in campo con la FAO </title>
         <description><![CDATA[<center/><img alt="tflogo_v.gif" src="http://www.robertobaggio.com/it/tflogo_v.gif" width="120" height="138" /><center/>

Domenica 20 gennaio su tutti i campi di calcio di serie A, prima dell'inizio delle partite, saranno esposti striscioni per invitare i tifosi, e tutta la società civile, ad impegnarsi in prima persona nella lotta contro fame e povertà. L'iniziativa di solidarietà quest'anno andrà a favore di un progetto TeleFood della FAO nella Repubblica Democratica del Congo.

<strong><u>Orti scolastici nella Repubblica Democratica del Congo</u></strong>

Il progetto avvierà orti scolastici in cinque scuole, tre elementari e due medie del distretto di Dimbelenge, un'area che raccoglie 28 villaggi con una popolazione di circa 120.000 abitanti.  

La Repubblica Democratica del Congo risente ancora pesantemente della guerra civile che ha insanguinato il paese dal 1998 al 2003 e che si stima abbia causato oltre 3,3 milioni di morti e circa 3 milioni di sfollati.  Dal 2003  si è raggiunta una relativa stabilità, ma in molte zone perdurano i disordini ed una situazione di conflitto latente che spesso degenera in guerra aperta.  

Si semineranno orti di circa 10 ettari per fornire i pasti scolastici ma anche in grado di produrre surplus da destinare al mercato, per aiutare a rimettere in piedi le strutture scolastiche danneggiate o distrutte dopo anni di conflitto.   I progetti, non solo incentiveranno la frequenza scolastica, fornendo accesso al cibo, ma contribuiranno anche a migliorare la produzione alimentare dell'intera popolazione coinvolta mediante la fornitura di sementi di qualità e di attrezzi agricoli.

<u><strong>Roberto Baggio promotore dell'iniziativa</strong></u>

Promotore dell'iniziativa è stato <strong>Roberto Baggio</strong>, dal 2002 Ambasciatore di buona volontà della FAO ed impegnato personalmente su questo fronte.  <strong>"Sono lieto di poter contribuire con questa iniziativa ad accrescere la sensibilità nei confronti del problema della fame nel mondo, una questione che ci riguarda tutti e che potrà risolversi solo con l'impegno individuale di ciascuno di noi", ha dichiarato Baggio. </strong>
Già nel gennaio 2006 la Lega calcio aveva destinato una giornata alla campagna TeleFood della FAO, e nell'ottobre 2007 una simile iniziativa è stata promossa dalla Liga spagnola con il supporto del calciatore spagnolo, Raúl González,capitano del Real Madrid, Ambasciatore di buona volontà della FAO dal 2004.

<strong><u>Progetti piccoli ma efficaci</u></strong> 

Il programma TeleFood della FAO finanzia micro-progetti, con costi inferiori a 7.000 euro, che aiutano gli agricoltori su piccola scala a produrre più cibo e generare entrate per un miglior accesso agli alimenti. Le categorie di progetto vanno dalla produzione agricola, a quella ittica e all'allevamento, compreso il supporto alle iniziative degli orti scolastici e l'apicoltura. Tutti i soldi sono interamente dedicati al progetto e nulla viene speso per costi amministrativi.

Dalla sua creazione, nel 1997, il Programma TeleFood, con l'organizzazione di concerti ed eventi sportivi e televisivi, e con il coinvolgimento di personalità del mondo dello spettacolo, dello sport, della cultura - i cosiddetti Ambasciatori di Buona Volontà – ha raccolto oltre 20 milioni di dollari che hanno finanziato più di 2500 progetti in 130 paesi.

<img alt="telefood.gif" src="http://www.robertobaggio.com/it/telefood.gif" width="121" height="36" /><img alt="slogan.gif" src="http://www.robertobaggio.com/it/slogan.gif" width="419" height="36" />
Per sostenere i micro-progetti TeleFood della FAO inviare bonifico bancario al conto corrente FAO-TeleFood,codice IBAN IT54 B030 6903 3560 2233 4450 105 presso Banca Intesa, Filiale FAO, Viale delle Terme di Caracalla, 00153 Roma.



Il Programma TeleFood
<a href="http://www.fao.org/food/italian/index.html">http://www.fao.org/food/italian/index.html</a>


L'elenco completo dei progetti realizzati
<a href="http://www.fao.org/telefood/project/list.asp">http://www.fao.org/telefood/project/list.asp</a>]]></description>
         <link>http://www.robertobaggio.com/it/2008/01/la_lega_calcio_scende_in_campo.html</link>
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         <pubDate>Mon, 14 Jan 2008 17:58:57 +0100</pubDate>
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         <title>Premio &quot;Roma per la pace&quot; ad Aung San Suu Kyi</title>
         <description><![CDATA[<center/><img alt="Aung_San_Suu_Kyi.jpg" src="http://www.robertobaggio.com/it/Aung_San_Suu_Kyi.jpg" width="220" height="220" /><center/>


Dal sito del Comune di Roma:

<em>Viene consegnato oggi, giovedì 20 dicembre, ad <strong>Aung San Suu Kyi</strong>, la 'pasionaria' birmana da anni agli arresti domiciliari, il premio "Roma per la pace e l'azione umanitaria", edizione 2007. Il riconoscimento, istituito dalla Giunta comunale di Roma nel 1994, va ogni anno ad una personalità (o ad un'organizzazione), italiana o straniera, che si sia distinta nell'azione per la pace e nelle iniziative umanitarie.

Tra i premiati delle precedenti edizioni: Giovanni Paolo II, Médecins sans Frontières, Ingrid Betancourt, David Grossman.

Il premio, oltre 25 mila euro, punta a sostenere concretamente l'azione di chi lo ottiene. Aung San Suu Kyi, leader birmana della Lega Nazionale per la Democrazia, premio Nobel per la pace nel 1991, ha dedicato la sua vita all'impegno civile, alla difesa dei diritti umani, alla causa della libertà nel suo paese.

Il premio viene consegnato dal sindaco Veltroni all'Auditorium, durante il concerto di Natale dell'Accademia di Santa Cecilia, nelle mani di <strong>Roberto Baggio</strong>. Così ha voluto la Suu Kyi, perché in Birmania, paese amante del calcio, Baggio gode di grande popolarità e la sua immagine può contribuire al processo di riconciliazione nazionale. Alla serata partecipano il Presidente della Repubblica Napolitano e il Primo Ministro del governo birmano in esilio, Sein Win.

In concomitanza con il premio, inaugura nel foyer dell'Auditorium la mostra fotografica "Birmania, oltre la repressione": la vita quotidiana, lo spirito, i colori, la dolcezza e la vitalità dei birmani nelle foto di Marco Buemi (in collaborazione con la giornalista Rai Alessandra Mancuso). Le foto saranno esposte fino al 6 gennaio.

Nel corso della serata, Ottavia Piccolo recita un monologo tratto dal testo teatrale "Alfabeto birmano". Il concerto di Natale, sponsorizzato da Enel, è all'insegna dell'operetta francese con il "Gala Offenbach". Dirige il franco-tunisino Faycal Karoui – 36 anni, da poco direttore del New York City Ballet – che sostituisce l'indisposto Antonio Pappano. Voce solista, il mezzosoprano Sonia Ganassi.</em>

<strong>CHI E' AUNG SAN SUU KYI:
</strong>


"La vita di Aung San Suu Kyi, è stata travagliata già dai primi anni di vita, infatti suo padre, uno dei principali esponenti politici birmani, dopo aver negoziato l'indipendenza della nazione dall'Inghilterra nel 1947, fu ucciso da alcuni avversari politici nello stesso anno, lasciando la bambina di appena due anni, oltre che la moglie, Khin Kyi e altri due figli, uno dei quali sarebbe morto in un incidente.

Dopo la morte del marito, Khin Kyi, la madre di Aung San Suu Kyi, divenne una delle figure politiche di maggior rilievo in Birmania, tanto da diventare ambasciatrice in India nel 1960. Aung San Suu Kyi fu sempre presente al fianco della madre, e la seguì ovunque, ed ebbe la possibilità di frequentare le migliori scuole indiane e successivamente inglesi, tanto che nel 1967, ad Oxford, conseguì alcune lauree rispettivamente in Filosofia, Scienze Politiche ed Economia. Continuò poi i suoi studi a New York e nel 1972 cominciò a lavorare per le Nazioni Unite, e in quel periodo conobbe anche uno studioso di cultura tibetana, Micheal Aris, che l'anno successivo sarebbe diventato suo marito, e padre dei suoi due figli, Alexander e Kim.

<u>L'impegno politico</u>

Ritornò in Birmania nel 1988, per accudire la madre gravemente malata, e proprio in quegli anni il generale Saw Maung prese il potere e instaurò il regime militare che tutt'ora comanda in Myanmar. Fortemente influenzata dagli insegnamenti del Mahatma Gandhi, Aung San Suu Kyi sposò la causa del suo paese in maniera non-violenta e fondò la Lega Nazionale per la Democrazia, il 27 settembre 1988. Neanche un anno dopo le furono comminati gli arresti domiciliari, con la concessione che se avesse voluto abbandonare il paese, lo avrebbe potuto fare; Aung San Suu Kyi rifiutò la proposta del regime.

Nel 1990 il regime militare decise di chiamare il popolo alle elezioni, e il risultato fu una schiacciante vittoria della Lega Nazionale per la Democrazia di Aung San Suu Kyi, che sarebbe quindi diventata Primo Ministro, tuttavia i militari rigettarono il voto, e presero il potere con la forza, annullando il voto popolare. L'anno successivo Aung San Suu Kyi vinse il premio Nobel per la Pace, ed usò i soldi del premio per costituire un sistema sanitario e di istruzione, a favore del popolo birmano.

Gli arresti domiciliari le furono revocati nel 1995, ma rimaneva comunque in uno stato di semi libertà, non poté mai lasciare il paese, perché in tal caso le sarebbe stato negato il ritorno in Myanmar, e anche ai suoi familiari non fu mai permesso di visitarla, neanche quando al marito Michael fu diagnosticato un tumore, che di lì a due anni, nel 1999, lo avrebbe ucciso, lasciandola vedova.

Nel 2002, a seguito di forti pressioni delle Nazioni Unite, ad Aung San Suu Kyi fu riconosciuta un maggiore libertà d'azione in Myanmar, ma il 30 maggio 2003, il dramma: mentre era a bordo di un convoglio con numerosi supporters, un gruppo di militari aprì il fuoco è massacrò molte persone, e solo grazie alla prontezza di riflessi del suo autista, Ko Kyaw Soe Lin, riuscì a salvarsi, ma fu di nuovo messa agli arresti domiciliari. Da quel momento, la salute di Aung San Suu Kyi è andata progressivamente peggiorando, tanto da richiedere un intervento e vari ricoveri.

Il "caso" Aung San Suu Kyi ha incominciato ad essere un argomento internazionale, tanto che gli Stati Uniti d'America e l'Unione Europea hanno fatto grosse pressioni sul governo del Myanmar per la sua liberazione, ma gli arresti domiciliari furono rinnovati per un anno nel 2005 e ulteriormente rinnovati nel 2006. Tutt'ora Aung San Suu Kyi è agli arresti domiciliari.
<em>(fonte: Wikipedia)</em>]]></description>
         <link>http://www.robertobaggio.com/it/2007/12/premio_roma_per_la_pace_ad_aun.html</link>
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         <pubDate>Thu, 20 Dec 2007 14:43:08 +0100</pubDate>
      </item>
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         <title>Renato Corsini - Sui sentieri di Buddha</title>
         <description><![CDATA[<em>Arrivano il Natale e l’anno nuovo. Tra i propositi di RB.com e di tutti i collaboratori di Roberto c’è sicuramente quello di completare e rendere finalmente attiva la Heroes Company. Un primo passo è il sostegno al bel libro fotografico di Renato Corsini, “Sui Sentieri di Buddha”, con la prefazione di Roberto e di Vittorio, che inseriamo sotto. Il volume di Renato è importante per diversi motivi. In primis, i proventi del ricavato della vendita di questo testo saranno destinati a una serie di aiuti alle popolazioni del Sud Est asiatico. Inoltre, Renato ha colto l’essenza della missione di Heroes Company: dare voce, parola, spazi agli eroi moderni. Heroes Company sta nascendo in questi mesi, una genesi composta, misurata, semplice che vuole andare in profondità, non arenarsi alla prima iniziativa. 
Heroes Company vuole partecipazione diretta, impegno, coinvolgimento: Heroes Company deve avere anima, prima di tutto. Naturalmente ci sarà il massimo di visibilità, limpidezza, come in tutte le iniziative che Roberto ha fin qui portato avanti. Tutto verrà segnalato a tempo debito proprio su questo sito.</em>

<img alt="birmania07%20-%201%20047.jpg" src="http://www.robertobaggio.com/it/birmania07%20-%201%20047.jpg" width="600" height="350" />
<strong>Si dice spesso che per essere riconosciuti bisogna apparire, mostrarsi, farsi vedere. Le immagini che ritroviamo ogni sera davanti alla televisione esistono nel momento stesso in cui sono proiettate, poi non sono più: immutabili ma effimere, fisse ma sfuggenti. Le immagini di questo bellissimo libro di Renato Corsini non appartengono alla categoria di cui sopra. Le foto di Renato sono straordinariamente semplici, profonde come solo i grandi fotografi riescono a trovare. Un foglio di carta, bene utilizzato come è nelle pagine che seguono, può davvero offrire percorsi profondi, forse aiutarci e accompagnarci anche nella vita di ogni giorno. La semplicità della posa forse non “terrà” la prima pagina di un giornale o l’apertura di un TG, ma è vera, e per questo straordinariamente bella. Un grande pensatore italiano, Francesco De Sanctis, scriveva: “La semplicità è compagna della verità, come la modestia lo è del sapere.” 

Nei mesi scorsi, abbiamo visitato assieme il Laos. Quel popolo, pur vivendo difficoltà contingenti, possiede una grande dignità, ed è bello riconoscerla in quei sorrisi sempre presente sui loro volti. Volti sorridenti e gioiosi, seri e meditativi, comunque sereni. E questo ci ha ricordato che quello che abbiamo dentro spesso vale molto di più di quello che ci circonda. La forza di quelle persone risiede dentro di loro: è una ricchezza che non si esaurisce, non si può comprare ma solo trasmettere e, ognuno, coltivare.  Le immagini proposte in questo libro da Renato si sovrappongono nella nostra mente a quelle che abbiamo incontrato.

Di ritorno dal Laos siamo stati scossi, tutti, dalla rivolta dei monaci buddisti birmani, che lottano perché finalmente possa terminare il regime dittatoriale che opprime tutto il Myanmar. Quei monaci avevano vesti semplici e possedevano un’arma semplice: il silenzio, più forte di qualsiasi fucile, anche di quello che uccide. Quegli uomini, spesso considerati “fuori dal mondo”, ne percepiscono in realtà l’essenza ultima, quella vera, e la ricercano attraverso la semplicità.  Sono loro che hanno donato la voce, il loro silenzio assordante, agli oppressi e agli umili, continuamente vessati. Coscienti del ruolo, hanno offerto il loro contributo che però spesso, bombardati dalle informazioni che mirano al celebrativo e al ridondante, riconosciamo solo in casi di estrema necessità, come questo: una battaglia con le armi della non violenza in cui essi cercano di restituire la dignità al loro popolo. Eppure la loro vita quotidiana, fatta di preghiera e di continua formazione umana, si perpetua ogni giorno, in semplicità. Quei gesti, quei volti che continuano a farci riflettere sono protagonisti di questo libro di Renato, che con i suoi scatti ci offre un’ulteriore possibilità di approfondimento. Queste immagini ci aiutano a ricordare, ci spingono a conoscere. Fermarsi a riflettere, nel silenzio, della vita e del suo intimo significato è una vittoria di ogni giorno. 

Ci sono valori che accomunano le persone, e non è un caso che la nostra amicizia abbia già attraversato diversi lustri. Insieme abbiamo scelto, al termine della carriera calcistica di Roberto, di continuare a perseguire una vita semplice fatta di rare apparizioni “in pubblico”, ma di tanti colloqui, di approfondimenti, senza tralasciare lo spazio per lo scherzo e mantenendo una costante ricerca della serenità. Valori donatici anche dalla pratica buddhista e dagli insegnamenti che il nostro Maestro Daisaku Ikeda ci ha trasmesso. Valori come la Pace, da ricercare ogni giorno, in ogni condizione e fino all’ultimo: Tsunesaburo Makiguchi per proteggere quei valori rifiutò la guerra e morì nelle prigioni giapponesi, accusato di antinazionalismo. 

L’obiettivo deve essere quello di vivere intensamente la fede, che è rispetto verso gli altri, non violenza, sforzo continuo per non farsi trascinare dall’abitudine vuota che i nostri tempi troppo pubblicizzano, anche in maniera inconsapevole, per non vivere in balia della vita, come fosse qualcosa che non ci appartiene, che ci scorre a fianco. E’ necessaria una battaglia quotidiana, continua, verso una maggiore consapevolezza, una migliore conoscenza di sé, una presa di posizione rispetto a chi siamo veramente, e combattere le dure realtà della vita, di grande o piccola entità, che ogni giorno ci si pongono di fronte.

Questo credo ci ha spinto verso l’elaborazione di un progetto che abbiamo chiamato “Heroes Company”: speriamo possa contribuire a riattivare le coscienze, celebrando i veri eroi dei nostri tempi, persone che, come quei monaci buddisti, giornalmente ci offrono un modello che riabilita l’essenza stessa dell’essere umano, icone di un mondo che sembra scomparso, perduto nei rivoli dell’effimero, e che invece esiste e resiste, magari anche vicino alla nostra porta di casa. Insegnare la semplicità non è da tutti, spesso questa ha bisogno di essere in qualche modo trasmessa e “promossa”. Renato Corsini nei suoi scatti, rappresenta ed esprime quella semplicità profonda che dovremmo riconoscere e ricercare di più ogni giorno, all’interno del nostro mondo, sono esempio di trasmissione, sono quel sentiero che dà maggiore senso alla vita. Un senso più profondo e più vero. 

Il lavoro di Renato ci spinge a credere che ci sia spazio per una retrospettiva, promossa dall’azione di “Heroes Company”, che allarghi la visione ad altri eroi moderni. Uomini che riconoscono le complessità dell’esistenza e, offrendo il loro contributo, proseguono sui sentieri della conoscenza e della Pace. Questo libro ne è un esempio.</strong> 

<strong>ROBERTO BAGGIO
VITTORIO PETRONE</strong>

<img alt="cover%20volume%20Sui%20sentieri%20di%20Buddha.JPG" src="http://www.robertobaggio.com/it/cover%20volume%20Sui%20sentieri%20di%20Buddha.JPG" width="400" height="400" />]]></description>
         <link>http://www.robertobaggio.com/it/2007/12/renato_corsini_sui_sentieri_de.html</link>
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         <pubDate>Tue, 18 Dec 2007 17:48:10 +0100</pubDate>
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            <item>
         <title>Premio Fair Player 2007</title>
         <description><![CDATA[Il prossimo 17 dicembre verranno consegnati i Premi FAIR-PLAYER 2007, i riconoscimenti che il Comitato Etico di No Fair - No Play Onlus, (Presidente: Luciano Capponi – Membri d’onore: Nevio Scala, Gianfranco Zola) conferisce ogni anno ai ‘campioni del quotidiano’, uomini che sanno portare in campo lo stile e la passione, professionisti dei diversi settori, innamorati di qualunque cosa facciano. Che giocano per vincere ma che sanno anche perdere.
In leggerezza, con spirito sportivo, rispetto, onore, amicizia.
Per l'edizione 2007 il premio è stato conferito a <strong>Roberto Baggio</strong>.

<center><img alt="NFNP_03.jpg" src="http://www.robertobaggio.com/it/NFNP_03.jpg" width="550" height="412" /></center>

<strong><em>
Ciao a tutti.
Innanzitutto desidero ringraziare tutti coloro che hanno lavorato con passione ed entusiasmo a questo progetto. Sono sinceramente onorato di ricevere il “Fair Play” 2007, perché è un impegno concreto in favore dei giovani.

Come ambasciatore FAO, ma ancor prima come uomo e genitore, rimango sempre profondamente colpito dalle sofferenze che in molte parti del Mondo affliggono la vita dei bambini e dei ragazzi.
Dobbiamo ricordarci che sono proprio loro il nostro futuro, proteggerne la crescita e impegnarci concretamente in loro favore deve diventare la sfida di questo secolo e tutti insieme dobbiamo vincerla.

Osservare un gruppo di calciatori che si affrontano con lealtà, vederli correre dietro a un pallone, così, anche senza regole come facevamo noi da piccoli, è davvero un’immagine che emoziona. Ed emozionerà sempre chi, come me, ha amato e ama questo gioco: facciamo in modo che questa emozione viva sempre.
Pensare allo sport, pensare al calcio, che per me rappresenta ancora una grande e infinita passione, incoraggia lo scambio, l’amicizia, la solidarietà: valori che rappresentano una necessità per la creazione di un mondo migliore, fatto da uomini migliori. Questo futuro è nelle mani dei bambini e dei ragazzi di oggi, aiutiamoli.

Dal profondo del cuore, il più sentito grazie.

Roberto Baggio</em></strong>

<center><img alt="NFNP_02.jpg" src="http://www.robertobaggio.com/it/NFNP_02.jpg" width="550" height="412" /></center>

NO FAIR – NO PLAY ONLUS


<em>Un ‘pensierino’ di Luciano Capponi, ideatore del progetto No Fair-No Play e Presidente del Comitato Etico</em>


Il buon Dio vide che i bambini entravano sui campi di calcio, la domenica, mano nella mano con i calciatori e disse: ‘È cosa buona…’
Poi vide tanti bambini entrare gratis, sempre allo stadio e non poté far a meno di sussurrare: ‘È cosa buona…’
Guardò un po’ meglio e si accorse che quei bambini, al di là di vaghi sorrisi e urletti, avevano gli occhi tristi e pensò: ‘Mmh…’ e guardò un po’ meglio.
‘Sembra una pubblicità…’ rifletté e s’avvide che durante la settimana gli adulti non tenevano più i bambini per mano.
Allora andò a curiosare nelle scuole di calcio, per ritrovare quel sorriso che lui, a piene mani, aveva elargito agli uomini e sentì la frase di un istruttore: ‘Spaccagli le gambe!’
‘Oh mio Dio… (e sorrise, ovviamente, perché si riferiva a se stesso)… la pubblicità nasconde qualcosa’
Per un po’ si fermò osservando e si accorse che un enorme paradosso si stava divorando il mondo.
Un soldato di pace morto in missione… ‘Un soldato di pace? - disse a se stesso - Non è forse uguale ad un coltello per fare il tè?’
Sussurrò: ‘C’è qualcosa che non va’.
E pur nella sua divina misericordia, agitò un pochino nervosamente le mani.
Guardò qui e là, non più a caso.
E vide bambini uccisi dai genitori…
Adulti accecati da brame pedofile…
Il terzo sesso e… il quarto, il quinto… e chissà.
Le stragi del sabato sera.
Le veline.
E vide la guerra negli stadi…
‘La guerra negli stadi’.
Nei cuori.
Così, il buon Dio, non ebbe più nulla da dire.
Solo, un pochino, pensò: ‘Mhm…’.
‘Perché non si ricordano dei bambini? - disse ad alcuni angioletti che svolazzavano beati - Ci vuole un programma a lungo termine… c’è un grande lavoro da fare e… senza perdere tempo!’
Poi accese il televisore e ascoltò solo brutte notizie e vide scene strazianti.
‘Perché non fanno il tg delle cose buone?’ si trovò a dire il buon Dio.
‘Perché saresti un buonista e un qualunquista - rispose un angelo sveglio. ‘E poi - continuò l’angelo - c’è il diritto di cronaca, l’impero dei media e…’
‘ Basta’ tuonò il buon Dio.
Ma nessuno sentì la sua voce perché intervenne la ‘ par condicio’ e… parlò un altro.
Figuriamoci chi.

Luciano Capponi
<a href="http://www.nofairnoplay.it">www.nofairnoplay.it</a>]]></description>
         <link>http://www.robertobaggio.com/it/2007/11/premio_fair_play_2007.html</link>
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         <pubDate>Thu, 29 Nov 2007 15:41:21 +0100</pubDate>
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