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A partire dal primo marzo, in allegato con La Gazzetta dello Sport, sarà possibile acquistare i DVD che riproduranno, in 10 puntate, la pellicola "Io che sarò Roberto Baggio".
Da Gazzetta TV
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La Video Chat di Roberto in Gazzetta
Da Repubblica TV:
1 -- Perché è buono, gentile e rispettoso con tutti. Vuole bene alle persone semplici.
2 -- Perché ha sempre amato il mondo dei bambini, raccontava e racconta le barzellette e (quando giocava) faceva la pubblicità del latte e il verso alla mucca.
3 -- Perché da bambino a Caldogno giocava a pallone sulla strada. Come un brasiliano, agile ed elegante. Ed è lì che ha imparato a giocare con tutto il suo corpo.
4 -- Perché si rivede in Messi, uno che quando ha la palla hai sempre l'impressione che possa succedere qualcosa ed è difficile, quasi impossibile, prenderlo.
5 -- Perché è sempre stato molto delicato e vulnerabile ma ha saputo difendersi bene da tutto e da molti. E ha imparato presto a giocare anche con la vita.
6 -- Perché è stato picchiato e massacrato e le sue gambe erano due carte geografiche, piene di segni, di colpi e di cicatrici. E quando gli dicevano "Corri, coniglio!", lui rispondeva senza alzare la voce: "Chi è entrato e uscito dagli ospedali sin da piccolo non avrà un coraggio da leone, ma da uomo sì".
7 -- Perché ha sempre pagato lui. Quando c'era da dare una colpa, quella colpa era sua. Non ha cercato scontri o guerre con i suoi allenatori: sono arrivate forse, anche perché è sempre stato molto popolare. E la popolarità spesso può dare fastidio.
8 -- Perché è un eterno ragazzo di provincia che crede nell'amicizia, nella sincerità, nella vita vera. E' nato a Vicenza, è diventato cittadino del mondo, si è fatto conquistare dalla Pampa argentina, ma è tornato sempre a casa. Ha detto: Vicenza (Caldogno, Altavilla) sono io, la mia famiglia, il mio futuro. Ha detto: non sono andato a giocare da altre parti perché ho bisogno di vivere qui.
9 -- Perché ha incantato anche gli scrittori e i poeti, i cantanti e i grandi del teatro. Un giorno Vittorio Gassman, il Mattatore, gli disse: "Caro Baggio, con la sincerità doverosa dei vecchi le confesso: non sono mai stato tifoso di nessuna delle squadre in cui lei ha giocato. Ma sono sempre stato suo tifoso. C'è in lei qualcosa di diverso. La trovo un uomo modesto, piacevolmente umile".
10 -- Perché aveva il numero della fantasia. Il numero 10. Come Sivori e Platini. Zico e Maradona. Il 10, come Edson Arantes do Nascimiento detto Pelè.
Per tutti questi, e altri milioni di motivi moltiplicati per 10, Roberto Baggio piace. O forse soltanto per un motivo: perché è e resterà "Robertobaggio". Forever.
Germano Bovolenta - Gazzetta dello Sport del 22/2/2010
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