
(Ecco le foto della consegna del premio "Roma per la Pace e l'Azione Umanitaria" che Roberto ha ritirato per Aung San Suu Kyi. Tra gli altri si riconoscono il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, il sindaco della città di Roma, Walter Veltroni, e il Primo Ministro del governo birmano in esilio, Sein Win.)
Questo uno stralcio dell'intervento di Roberto:
Buonasera a tutti,
Sono molto orgoglioso che una donna valorosa come Aung San Suu Kyi abbia incaricato me di ritirare il premio "Roma per la Pace e l'Azione Umanitaria" che il Comune di Roma gli ha assegnato. La motivazione per la consegna di questo riconoscimento è importante: ad Aung è stata assegnata l'edizione 2007 del premio "per il suo impegno pacifico e non violento che da anni profonde a favore della libertà, la democrazia e i diritti umani del popolo birmano." Queste parole meritano di essere lette perché sono vere, semplici, efficaci e descrivono esattamente la battaglia di questa eroina dei nostri tempi.
Il coraggio di questa splendida donna, deve servire da monito a tutti noi, il suo impegno costante in favore della libertà del suo popolo deve non solo spingerci a una continua attenzione e supporto a favore della causa birmana ma deve spronarci poiché in tutto il mondo, anche nelle aree cui solitamente i media non prestano una profonda attenzione, le lotte in favore della giustizia e a difesa della dignità delle persone siano combattute e vinte.

Aung, con la sua fierezza, il suo eroismo, ci insegna a non abbandonare la speranza anche nei momenti di difficoltà e nella sua vita, come voi tutti sapete, ce ne sono stati molteplici. Questa donna ha una forza incredibile! Al suo fianco sono recentemente scesi nelle strade delle maggiori città birmane anche i monaci buddisti del paese, per dire basta a un potere che nega i diritti degli individui. Gli esempi che ci propongono questi uomini sono straordinari: camminando in silenzio per le strade i monaci ridonano dignità a una popolazione. Il popolo riconosce immediatamente questa autorevolezza, e segue l'esempio proposto: la prima battaglia è già vinta. Una battaglia non violenta che nemmeno le armi e la forza possono fermare, anzi.
Questi esempi devono muoverci all'azione. Insieme a Vittorio in questi mesi stiamo costituendo un'associazione che si ponga al fianco di tutti gli "eroi" dei nostri tempi: la Heroes Company.
Heroes Company guarda a quelle persone che, spesso tra l'indifferenza dei media, offrono il loro contributo al mondo, offrono anche la loro vita. Come i monaci buddisti in cui immediatamente abbiamo riconosciuto i valori della Heroes Company: coraggio, solidarietà, forza, dignità. Valori che accomunano, ad esempio, anche il fotografo ucciso per testimoniare ciò che stava avvenendo, ucciso perché voleva informare il mondo, rischiando in prima persona. Valori che in tutto il mondo muovono all'azione tante persone, che lottano perché i diritti dell'uomo vengano rispettati. Persone dall'animo nobile e dal coraggio indomito come Aung San Suu Kyi.
Noi ci dobbiamo porre idealmente al loro fianco. La loro lotta non violenta per la libertà e per la pace deve ispirare le nostre coscienze.
Come dice Aung San Suu Kyi:"La lotta per la democrazia e i diritti dell'uomo in Birmania è una lotta per la vita e la dignità. È una lotta che comprende le nostre aspirazioni politiche, sociali ed economiche." Oggi, assegnando il premio a questa donna, ci impegniamo anche a essere all'altezza di questa sue parole.
Grazie.





